PERRINO
Grazie, Presidente. Intanto per anticipare una richiesta che farò appena sarà concluso questo frangente in cui ci sarà questa discussione, perché c’era una nostra mozione che era stata iscritta all’Ordine del Giorno e che, diciamo, in qualche maniera, dovremmo discutere oggi, e quindi dare corso alla votazione rispetto ai contenuti di quella mozione, che ricordo, era stata sottoscritta unitamente dai vari gruppi di minoranza. Detto questo, vorrei cominciare attraverso un excursus rispetto a quella che è la situazione petrolio nella nostra Regione, e quello che, a nostro avviso, a cui bisognerebbe dare seguito. Ovviamente, diciamo, quelle che sono delle considerazioni un po’ più tecniche rispetto alla richiesta di sospensione delle attività del Cova, le abbiamo riportate all’interno della mozione, quindi, magari, nel momento in cui sarà discussa la mozione, potremmo entrare di più nel merito di quelle questioni. Per ora, diciamo, quello da cui vorrei partire è dal momento in cui l’Eni presenta istanza di proroga, che, com’è stato già detto in precedenza dal nostro Presidente, è stata presentata il 27 ottobre 2017. Il 5 dicembre 2018 ha ottenuto parere negativo da parte della Giunta Regionale. Per quanto attiene Eni, come indicato nelle premesse alla nostra mozione, attualmente ancora in esame d’istanza di proroga decennale della concessione Cova, presentata, come dicevo, il 27 ottobre 2017, che ha avuto parere negativo. I motivi quali sono, per cui è stato dato parere negativo, trasmettendone copia al CIRM, ovvero alla Commissione per gli Idrocarburi e le Risorse Minerarie, presso il Mise, e si tratta, partendo dall’istanza del 24 ottobre 2017, l’Eni precisa che le attività oggetto della richiesta di variazione del programma lavori saranno presumibilmente realizzate entro il 31 dicembre 2025, previo rinnovo del termine di vigenza della concessione Val d’Agri, in scadenza il 26 ottobre 2019. Nelle riunioni del suddetto Comitato del CIRM, presso il Mise, in cui sono rappresentate le Amministrazioni statali competenti, nonché i rappresentanti delle regioni, del 13 febbraio 2018 e del 23 febbraio 2018, è stata analizzata tra gli altri temi all’Ordine del Giorno, l’istanza di variazione al programma lavori della concessione Val d’Agri, ai fini dell’acquisizione del parere tecnico a valenza mineraria della Commissione. Nel corso delle sopracitate riunioni, come si rileva dai relativi verbali, la Regione Basilicata ha espresso dubbi e perplessità sulla variazione del programma richiesto, in particolare per l’assenza di elementi di valutazione chiari, in relazione alla reiniezione delle acque di strato. Le osservazioni e le considerazioni della Regione sono state accolte dal CIRM, e pertanto è stato chiesto a Eni di integrare la documentazione fornita a corredo dell’istanza, con elementi di raffronto tra quanto previsto nella richiesta di proroga decennale e nella richiesta di variazione al programma lavori, integrando il piano strategico di sviluppo della concessione con un’analisi di vari scenari che contemplassero aspetti tecnici, ambientali ed indicazioni di risvolti economici e fiscali dello stesso per il territorio regionale e nazionale. Le suddette integrazioni non risultano ancora essere state trasmesse alla Regione Basilicata ed al CIRM, Mise. Quindi, un’ulteriore conferma che l’Eni in qualche maniera, si muove come fosse a casa sua, come se non avesse bisogno di un la... Addirittura, ci pare di capire che, nel momento in cui stavano andando avanti i negoziati, chiamiamoli così, è arrivata addirittura ad invocare questa legge del 2012, cosa che prima nessuno ci è parso avesse tenuto in considerazione ed evocato. Cioè, noi siamo rimasti allibiti dal fatto che questi signori ad un certo punto si sono alzati dal tavolo ed hanno detto, sapete cosa c’è, c’è questa legge, noi utilizziamo quelle che sono le prerogative che ci permette di utilizzare quella legge lì, vi salutiamo, non vi dobbiamo neppure le compensazioni ambientali e finché qualcuno non si decide a sbloccare la situazione, noi continuiamo ad estrarre e a fare quello che più ci pare e piace. Questo è quello che ci sembra di capire, e non è sicuramente un bel messaggio, né per le istituzioni, né tantomeno per i cittadini lucani. Ma vi è di più. Nella richiesta di variazione al programma al programma lavori presentato da Eni, è mantenuta e riproposta l’attività di reiniezione anche attraverso la trasformazione del pozzo monte Alpi Est 1, il pozzo reiniettore. Quindi, oltre a questa Molina 2, del quale abbiamo anche conosciuto una serie di peripezie relative al fatto che l’Arpab aveva riscontrato la presenza di alcune sostanze che non dovevano proprio esserci, parliamo delle ammine, tant’è che c’è stata anche una sospensione anche lì e poi si è sbloccato, non si capisce bene, sembrerebbe grazie ad un intervento dell’ISPRA, che è intervenuta anche nella contesa tra Arpab, Eni, Regione ed Eni, e tutto il resto, però, diciamo, quello che viene fuori è che questi signori si muovono da assoluti proprietari, diciamo, padroni di casa. Certo, lo Stato, diciamo, è presente al 30% all’interno di questa multinazionale, quindi probabilmente credono di poter fare tutto quello che vogliono perché hanno la copertura dello Stato, cioè lo Stato anziché garantire i propri cittadini, anziché dare corso a tutte quelle azioni che dovrebbero rendere tranquilli i cittadini della Basilicata, in realtà si va a prefigurare, perché è quello che sembrerebbe, come un garante della multinazionale dove c’è di tutto, non so se avete presente le quote azionarie in mano a chi sono dell’ENI, oltre il 30% allo Stato, con Cassa Depositi e Prestiti che ha diciamo la fetta maggiore delle azioni, abbiamo fior fiori di personaggio del globo terracqueo, abbiamo cinesi, non lo so, ci sta un po' di tutto, quindi questi signori pensano che in Basilicata si può fare quello che si vuole, tanto c’è lo Stato che garantisce chi, i cittadini? No, la multinazionale.
La ripresa dell’attività di reiniezione è stata subordinata al rispetto di ulteriori prescrizioni relative al monitoraggio e controllo delle acque da reiniettare ed è stato istituito un tavolo tecnico scientifico composto da Regione, dall’ARPAB e dall’ENI con il compito di valutare le risultanze delle analisi sulle acque destinate alla reiniezione, determinarne le concentrazioni, caratteristiche, valori solidi a cui far corrispondere azioni di controllo e/o di intervento e meglio dettagliare la caratterizzazione delle acque di strato e di processo anche con il fine di impegnare ENI a mettere in campo azioni tese a sostituire gradualmente taluni additivi con prodotti meno impattanti dal punto di vista ambientale, a dicembre 2017 la Syndial Servizi Ambiente S.p.A., società gruppo ENI, ha presentato istanza congiunta di valutazione di impatto ambientale, di autorizzazione integrato ambientale per la realizzazione di un impianto di trattamento acque di produzione da realizzare nel Comune di Viggiano in località Cembrina, a novembre 2018 la Società Syndial Servizi Ambiente S.p.A. ha comunicato la propria volontà a rinunciare al prosieguo dell’iter istruttorio per il rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale e successivamente ha trasmesso una nuova istanza per la realizzazione di un impianto di trattamento acque di produzione da realizzare nel Comune di Viggiano in località Le Vigne. Se andiamo poi ad analizzare quanto previsto nel protocollo di intenti tra Regione ed ENI S.p.A. del 18 novembre ’98 ci rendiamo conto anche che a fronte di alcune, come dire, azioni che sia multinazionale che la Regione si impegnavano a prendere ce ne sono tutta una serie di azioni appunto che sono o parzialmente prese in considerazione o addirittura che non sono proprio state oggetto di quella che doveva essere l’attività portata avanti.
L’accordo ENI-Regione prevedeva lo sviluppo della produzione fino ad un massimo di 104.000 barili/giorno, l’ampliamento del Centro Oli di Viggiano, la costruzione dell’oleodotto di 136 chilometri Viggiano-Taranto e di una rete di oleodotti interni di collegamento delle postazioni con il Centro Oli, eccetera. Azioni di compensazione ambientale per circa 5,6 milioni di euro l’anno per 10 anni, quindi già qua diciamo c’è qualcosa che non ci torna perché qua si parla di 5,6 milioni all’anno per 10 anni e ultimamente abbiamo sentito parlare di 38 milioni di cui solo una parte è stata in qualche maniera incassata dalla Regione, quindi diciamo effettivamente non è che fino ad oggi quello che doveva essere portato avanti e difeso dall’istituzione regionale diciamo abbia brillato, sia avvenuto effettivamente, l’istituzione non è che abbia brillato più di tanto in questa vicenda. Azioni per lo sviluppo sostenibile con un contributo massimo di 516.000 euro l’anno per 10 anni, realizzazione di un sistema di monitoraggio ambientale, rete di misurazione delle emissioni e rete sismica per un importo di circa 5 milioni di euro e loro gestione con una spesa massima di circa 3 milioni di euro l’anno per 15 anni, progettazione del completamento della rete di distribuzione di metano nei Comuni Lucani, anticipazione royalties per la produzione di 40.000 barili/giorno, istituzione di un osservatorio ambientale da sostenere economicamente per 15 anni, cioè questo osservatorio ambientale che doveva essere addirittura realizzato negli anni 90, quindi addirittura se ne stava parlando prima di firmare quell’accordo, di fatto ha visto la luce nel 2013, quindi dopo veramente un’infinità di tempo e i risultati si sono visti, insomma ce ne sono tante da dire di situazioni da stigmatizzare.
Ovviamente diciamo il discorso dello sversamento è un discorso che dovrebbe essere fatto a parte perché solo parlare delle vicende che hanno riguardato lo sversamento del greggio nell’area oggetto delle estrazioni petrolifere del COVA di Viggiano dove ricordiamo c’è anche il Lago artificiale del Pertusillo che rifornisce d’acqua la Puglia e anche parte della Basilicata, acqua potabile, non ci sembra che ci sia stata tutta quest’attenzione nel preservare queste ricchezze della nostra Regione perché quella è la vera ricchezza che dovremmo difendere nella nostra Regione, non cercare in qualche modo di fare di tutto per stendere tappeti rossi a questi signori che continuano ancora a fare il bello e il cattivo tempo nella nostra terra. Il protocollo di intenti...
(interruzione)
Guardi, lei fa bene ad intervenire perché diciamo ne ha anche titolo, io le do atto di avere titolo perché è una persona che sicuramente si è spesa molto per l’ambiente, che ha informato il popolo lucano rispetto a determinate situazioni ed è Maurizio Bolognetti, io veramente ti voglio ringraziare senza retorica, accetto anche le provocazioni rivolte diciamo alla nostra parte politica, ma qua diciamo noi non abbiamo nessun tipo, come dire, di problema nell’affermare che questa è una questione che riguarda tutti, riguarda tutte le forze politiche, riguarda tutti i lucani, riguarda soprattutto chi si è impegnato negli anni e noi dobbiamo ringraziare oltre a Maurizio Bolognetti tutte le associazioni ambientaliste che hanno dato il proprio apporto e supporto, tutti coloro insomma che non hanno messo la propria testa, la testa dello struzzo sotto la sabbia e cercheremo di fare di tutto a tutti i livelli, noi ci stiamo provando qui in Consiglio Regionale anche dando, come dire, quelli che sono dei nostri suggerimenti rispetto ad una situazione che abbiamo potuto approfondire perché molte volte si parla, si parla della legge, del decreto Monti, non si cita di quale decreto si parli, che cosa preveda questo decreto, ma se si va ad approfondire come avremo modo di dire successivamente a nostro avviso ci sono dei margini di manovra anche abbastanza consistenti che potrebbe seguire la nostra istituzione in primis e che ci auguriamo che chiunque ci sia al Governo e che rappresenti lo stato in quel momento debba impegnarsi ripeto per evitare che ci siano problematiche che riguardino la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei lucani.
Presidente, mi dia la possibilità di terminare, qualche altro secondo se è possibile. Noi diciamo riteniamo che basterebbe la sola presa d’atto delle circostanze che riguardano tutta una serie di inadempimenti, la concessione COVA ENI per avviare un procedimento di revoca o decadenza della concessione, d’altro canto proprio il DM 7 dicembre 2016 disciplinare tipo per il rilascio l’esercizio dei titoli minerari per la prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terra ferma nel mare territoriale e nella piattaforma continentale all’articolo 5 decadenza del titolare, revoca e cessazione del permesso della concessione e del titolo concessorio unico recita in questo modo: a) il titolare non adempie agli obblighi imposti con l’atto di conferimento/concessione, quindi diciamo noi dovremmo cercare delle vie di uscita da questa situazione, ci sembra che ciò non avvenga a parte diciamo una serie di buoni intenti che sono stati anche enunciati addirittura da Descalzi ultimamente dove si parla di uscita dal carbone e dal petrolio in 10 anni, quindi praticamente dopo i 10 anni della concessione in Val D’Agri si uscirà di botto dal petrolio ci è parso di capire secondo quelle che sono le affermazioni dell’AD di ENI, ma ovviamente è evidente che così non può essere. Quindi o noi in qualche modo andiamo a disegnare una strategia che ci faccia uscire il più presto possibile da questo tipo di sviluppo, che abbiamo visto non porta nulla alla nostra Regione e tantomeno al Paese, perché, sì, si parla di fabbisogno nazionale, però, essendo una multinazionale, questa multinazionale in realtà non fa altro che seguire quelle che sono le regole del mercato, quindi non è che ciò che viene estratto in Basilicata finisce tutto a vantaggio del fabbisogno nazionale.
Già lì si tratta di un 30% perché, ripeto, le quote dello Stato sono del 30%, poi si deve sottostare a quella che è la politica aziendale e quindi anche l'import-export dipende sicuramente da quelle che sono le decisioni che vengono prese in sede di Consiglio di Amministrazione, quindi c'è tutta una serie di motivazioni che onestamente non reggono e continuano ancor di più al non reggere alla luce di quelli che sono stati i danni che si sono prefigurati. Abbiamo presentato anche un'interrogazione ultimamente rispetto a quello che doveva essere il piano di caratterizzazione per dare corso alla bonifica, perché fino ad oggi si è parlato di messa in sicurezza di emergenza nell'impianto di Viggiano, cosa che ha anche comportato, è vero, la riduzione di quello che poteva essere l'apporto di inquinanti all'interno delle falde acquifere e quindi conseguentemente anche nei corsi d'acqua, con i bacini, però è anche vero che è stata tolta proprio la ricarica naturale della diga del Pertusillo e poi si parla di emergenza acqua per tutta una serie di motivazioni, tra cui c'è anche sicuramente questa, perché se andiamo a pompare continuamente acqua contaminata, proprio per evitare la contaminazione, e, come si suol dire, buttiamo il bambino con l'acqua pulita, in questo caso, di fatto una volta che sono state recuperate, si è detto, circa 300 e rotte tonnellate di petrolio, per recuperare quelle 300 e rotte tonnellate di petrolio quanta acqua, in realtà, quanto volume d'acqua è stato sottratto a quello doveva essere il corso naturale? Quindi ci sono tutta una serie di danni che sono proprio evidenti.
Quindi, Assessore Rosa, quando, diciamo, in qualche modo lei cerca di correggere il tiro, perché ha usato un po' dei termini pesanti nei confronti di ENI, io mi sento di dirle non si preoccupi neppure più di tanto, perché nel momento in cui noi andiamo a vedere tutto quello che si è susseguito, la sequela di situazioni veramente agghiaccianti che si sono susseguite negli anni da parte di questo soggetto, con, tra l'altro, la risposta anche istituzioni scientifiche come il CNR, che ha partecipato alla VIS, la Valutazione di Impatto Sanitario in Val D’Agri, tra l'altro andata a finanziarie con una parte delle royalties che ci hanno dato, perché i Comuni di Viggiano e Grumento hanno utilizzato una parte di quelle risorse che dovevano essere utilizzate per qualche altra cosa, per lo sviluppo, per fare che cosa? Per dimostrare che l'attività in qualche modo fosse compatibile. Quello che è venuta fuori e che non è compatibile, che ci sono tutta una serie di criticità, che qualcuno subito si è stracciato le vesti per tentare di smentire all'indomani della diffusione della notizia già sulla stampa. Quindi, Assessore Rosa, lo può dire tranquillamente che questi signori hanno fatto dei disastri, dei danni. Loro possono dire quello che vogliono, possono ricorrere ovviamente a tutte le azioni a tutela della loro onorabilità, evitare che…
PRESIDENTE (CICALA)
Chiedo scusa, Consigliere Perrino, se la interrompo… Consigliere, Consigliere…
PERRINO
Ma noi, da Lucani, avendo vissuto in Lucania… Mi scusi un attimo, Presidente, ho finito.
PRESIDENTE (CICALA)
No, semplicemente, se lei si interrompe, mi dà la possibilità di chiederle la cortesia di arrivare alle conclusioni. Grazie.
PERRINO
Ci stavo arrivando. Se non mi avesse interrotto… Paradossalmente, se non mi avesse interrotto, ci sarei arrivato prima.
PRESIDENTE (CICALA)
Consigliere Perrino, grazie
PERRINO
Noi lucani, avendo vissuto in Lucania, non avendo vissuto né su Marte, né su Venere, né su nessun altro corpo celeste, che non sia la Terra, del nostro sistema solare, e avendo visto quello che è accaduto, ma avendo proprio letto le carte, Presidente, noi abbiamo letto le carte. Non so quanta gente si è presa la briga di leggere le carte. E quindi, diciamo, certe affermazioni si possono tranquillamente fare, senza tema di smentita, perché ci sono, ripeto, anche organismi scientifici di un certo livello, non si tratta certo di scappati di casa che hanno fatto determinate affermazioni e hanno rilasciato dei report. Anzi, io vi invito, Presidente Bardi, visto che lei… Assessore, siccome mi stavo rivolgendo direttamente al Presidente, ho visto che era distratto, mi sarebbe dispiaciuto che poi sarebbe dovuto andare a riguardare la registrazione, non è giusto. Mi fermo un attimo, così le lancio qual è il messaggio. Noi, alla luce di tutte queste informazioni che abbiamo, e che sono dei dati di fatto, e addirittura dal suggerimento che l'Istituto Superiore di Sanità dà alla Regione Basilicata, di seguire il solco tracciato da quel tipo di studi, che è stato limitato in quel caso lì, ma che oggi dovrebbe essere esteso e dovrebbe essere preso a modello per poter difendere effettivamente l'ambiente e la salute delle persone, ecco, quando si va a parlare con questi signori, benché io ritenga che invocare la segretezza di questi negoziati sia un po' una forzatura, perché di fatto le comunità del territorio, per quanto si possano fidare delle istituzioni che stanno negoziando, comunque magari vorrebbero dare dei suggerimenti, vorrebbero tracciare un percorso. Quindi io mi auguro che prima di andarci a mettere determinate firme, effettivamente le comunità vengono davvero coinvolte, si ascolti effettivamente quello che hanno da dire e soprattutto si tenga presente di tutte le informazioni che abbiamo, che è difficile a volte recuperarle e mettere insieme come tasselli, però ci rendiamo conto che effettivamente ce le abbiamo e, se vogliamo, possiamo essere assolutamente incisivi nei confronti di questi signori. Grazie. Mi scusi, Presidente, se mi sono permesso, mi sono dilungato. La ringrazio.
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